Mentre parla ai suoi bambini dentro una telecamera, la voce di Matteo Sereni trema un po', non come le mani che parano tutto. "Dedico questa vittoria ai miei figli che non vedo da molto tempo, e non per colpa mia". Di solito, dopo una partita i giocatori raccontano della prestazione, del risultato, del mister, dei compagni, dei tifosi. Invece Matteo Sereni, 35 anni, portiere del Brescia, migliore in campo ieri contro il Palermo (3-2 il risultato, grazie anche ai voli e ai guizzi del vecchio numero uno), nell'intervista a caldo spalanca una porta sull'abisso in cui spesso precipitano i padri separati, in guerra giudiziaria con le ex mogli.
Il portiere del Brescia si è separato dalla moglie Silvia un anno fa. Si conobbero quando lei si occupava di pubbliche relazioni per alcune discoteche genovesi, fu un amore dirompente con tanto di matrimonio esotico su una spiaggia giamaicana. Un'unione atipica e duplice, perché Silvia era anche la procuratrice del marito: fece scalpore il duro scontro che la signora ebbe con Claudio Lotito, presidente laziale, quando Matteo giocava a Roma. Donna che non teme il muro contro muro e non solo nella professione, la signora Sereni cura anche gli interessi di David Di Michele, appena passato dal Torino al Lecce.
Gallerie fotografiche toccanti, nelle quali i padri sfilano cullando bambolotti che simboleggiano i bimbi contesi, e forse perduti. Non è raro che sullo sfondo delle battaglie tra genitori possa esplodere la tragedia: negli ultimi dieci anni, sono stati uccisi in raptus o a sangue freddo 158 minori, trasformati in oggetto di vendetta e follia. Ma vi sono anche pagine e pagine di testimonianze, di sofferenza ma anche di indigenza, perché proprio tra i padri separati sta crescendo enormemente la percentuale dei nuovi poveri che si rivolgono alla Caritas o ai servizi sociali, appelli e lettere che si rivolgono ai piccoli lontani. Un po' come ha fatto Sereni. E la sensazione, molto forte, è che in quei pochi secondi di intervista (gli importava davvero qualcosa, ormai, della grandiosa partita appena disputata?), l'anziano portiere parlasse e soffrisse a nome di tanti.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
CORRIERE DELLA SERA
Dopo due giornate di campionato, in testa c'è la squadra che non ti aspetti: il Chievo. I veronesi sono gli unici a punteggio pieno grazie all'ampio successo (3-1) a Genova. Pioggia di gol in Juventus-Sampdoria: il big match del secondo turno termina 3-3. Cade la Fiorentina a Lecce (1-0), primi successi per Lazio (3-1 al Bologna) e Catania (2-0 al Parma). L'anticipo di mezzogiorno Brescia-Palermo finisce 3-2 per i lombardi mentre il posticipo serale Napoli-Bari termina 2-2. Sabato sorride solo l'Inter: i campioni d'Italia soffrono, ma alla fine la spuntano 2-1 sull'Udinese (unica a quota zero). Ma le sorprese sono arrivate in serata con le disfatte di Milan e Roma. I rossoneri dei Fantastici Quattro perdono 2-0 a Cesena, i giallorossi affogano 5-1 a Cagliari.
CORRIERE DELLO SPORT
Alessandro Sgrigna, ma che gol ha segnato al Sassuolo?
«Io dico pesante perché sono arrivati 3 punti importantissimi per il Toro. Il presidente mi ha detto che è stato un gol pazzesco, i compagni non finivano di festeggiarmi. Sono davvero felice e dire che non sono uno specialista».
Ce lo racconta?
«Garofalo mi ha dato palla, io ero a sinistra, mi sono accentrato e ci ho provato. E' andata lì, per fortuna».
Per fortuna?
«Non sempre arrivano gol così. E poi sono uno che non segna tantissimo».
Predilige la qualità, pare.
«Ci tenevo a dimostrare concretamente la mia gratitudine per tutti quelli che mi hanno accolto a Torino: dai compagni al mister, da Cairo ai tifosi».
Basta così?
«No, vorrei dedicare questo gol alla mia famiglia e a mia madre Anna Rita. È scomparsa il 7 settembre di un anno fa, è lei che mi ha spinto a calciare quel pallone. Sono sicuro che sarebbe stata felice per la rete e prima ancora per il mio passaggio dal Vicenza al Toro».
E lei?
«Nessun ripensamento, a Torino mi trovo benissimo. Come premio-vittoria mi sono goduto mia figlia più piccola, Ilary Anna che ha sette mesi, e Valentina che ha sette anni. Nicolas, il più grande, invece ha appena trovato squadra: gioca nell'Atletico Torino ed ieri ha segnato una doppietta al debutto».
È proprio l'ora degli Sgrigna?
«Davvero, anche perché lui non è un attaccante, ma adesso deve solo pensare a divertirsi».
E lei si diverte nel Toro?
«Io penso che possiamo divertirci ancora di più. I piccoli passi in avanti li facciamo partita dopo partita».
L'inizio, però, non è stato facile. Perché?
«Era giusto prevedere una partenza complicata: nuovo allenatore, nuovi giocatori e nuovo schema da assimilare. Tante cose devono ancora girare nel verso giusto, ma stiamo lavorando tantissimo e questa vittoria ci fa bene: cambia l'umore, abbiamo la prima vittoria in tasca e in questa settimana cresceremo ancora».
Dovete potete arrivare?
«Restiamo concentrati partita per partita. Però questo è un Toro che vuole fare calcio e il campionato è davvero lungo».
Come si trova con Lerda, un ex attaccante che insegna ad attaccare?
«Benissimo. Il mister vuol fare un gioco con tanto possesso palla per creare la superiorità numerica: è una giusta filosofia anche se dobbiamo ancora assimilarla per bene. Lui insiste sulla fase offensiva e chiede sacrificio a tutti. E poi è anche un veggente?».
Cioè?
«Prima della partita, a Modena, mi ha detto che avrei fatto gol al Sassuolo. Così è stato e la soddisfazione è doppia».
Anche se deve sacrificarsi sulla destra?
«Se c'è da giocare lì, gioco lì e do il massimo».
Iunco capocannoniere granata, lei che segna eurogol e altri che possono andare a rete. E' un Toro meno Bianchi-dipendente?
«Rolando è fondamentale per noi e non solo perché è il capitano. Vogliamo aiutarlo a segnare ancora più gol dell'anno scorso e lui ci sta aprendo spazi in attacco. Ottima miscela».
Cosa vi manca ancora?
«Un po' di intensità e affinità».
Con il Torino è arrivato a quota 10 squadre in 14 anni di carriera. E' vero che qui si sente più pressione rispetto ad altre piazze?
«Più che la pressione si sente la voglia dei tifosi di vedere una squadra competitiva. E visto che i granata sono più di un milione sparsi in tutta Italia, è normale sentire una certa forza che ti impone di fare bene».
Questa è una piazza molto umorale. Se n'è già accorto?
«In parte, ma d'ora in poi lavoreremo con più serenità. Un calciatore non ha solo le gambe, ha anche una testa ed un cuore. Quando vinci, prendi gusto a ripeterti».
TUTTOSPORT
SORPRESA ASCOLI - Stupisce anche l'Ascoli che vince 4-2 in casa del Piacenza e si porta a quota 8 in classifica, a soli due punti dalla vetta, insieme con l'Atalanta, che vince 2-0 in casa del Pescara grazie ai gol di Manfredini e Tiribocchi nella ripresa e al Siena. I toscani vincono 3-1 in casa contro il Cittadella. Le reti la squadra di Conte le realizza tutte nel primo tempo: doppietta di Calaiò e Terzi. Unico neo, Immobile, che sbaglia un rigore e si fa espellere per proteste a 10 minuti dal termine.
BENE IL FROSINONE - Finisce 0-0 la sfida tra Vicenza e Livorno, mentre l'Albinoleffe vicne con un bel 3-1 in casa contro il Varese e sale a quota 5 in classifica. Il Frosinone vince di misura contro il Portogruaro, grazie a un gol al 3' del st di Santoruvo. 1-1 tra Empoli e Triestina: al gol di Coralli all'11' del primo tempo replica Testini al 34'.










