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CURIOSITA’– I Roskopf

Roskopf è stato un inventore tedesco naturalizzato svizzero, inventore del movimento per orologi da tasca



Alla fine del Settecento, nonostante la rivoluzione industriale avesse iniziato a razionalizzarne la produzione diminuendone i costi, possedere un orologio di qualsiasi tipo, era un lusso alla portata di pochi privilegiati. Dopo diverse peripezie lavorative nel 1860 Roskopf intraprese la progettazione di un orologio semplificato, solido, che non doveva costare più di una settimana di lavoro di un operaio. Lo chiamò "montre prolétaire". La produzione del suo orologio iniziò nel 1867.
Il progetto consisteva nella realizzazione di un meccanismo segnatempo composto da 57 pezzi invece dei 160 pezzi necessari per costruire un orologio da tasca convenzionale.
Sebbene gli orologi prodotti da Roskopf fossero destinati ai ceti meno abbienti, egli ebbe tra i suoi clienti anche aristocratici e ufficiali dell’esercito.
Nel 1860 era inusuale produrre un orologio con l’attuale carica a corona. Roskopf soppresse la ruota di centro utilizzando un bariletto di grandi dimensioni, che ingranava direttamente con il pignone della ruota intermedia. Ridusse in tal modo gli attriti, facendo giungere una forza maggiore allo scappamento e di conseguenza al bilanciere. La minuteria, negli orologi tradizionali, è mossa dal pignone calzante infilato sull’asse della ruota di centro. Mancando qui tale ruota, essa prende il moto da un piccolo ingranaggio inserito con dolce attrito sull’asse del bariletto, sopra quello di carica. Inotre Roskopf introdusse la molla libera al posto della molla di carica sottoposta a tensioni assai elevate. Per facilitare la produzione e la manutenzione, gli orologi di Roskopf vennero caratterizzati da componenti facilmente sostituibili come l’utilizzo di una piccola piastra fissata alla platina principale con due piccole viti: su questa era fissato lo scappamento (ruota ed ancora).
Ideato dall’orologiaio Francese Louis Perron nel 1834, lo scappamento ad ancora a caviglie era stato consigliato a Roskopf, , per la semplicità della sua esecuzione. Due piccoli perni d’acciaio, lucidati e temperati, venivano forzati verticalmente nelle estremità dei bracci dell’ancora, svolgendo la medesima funzione delle leve in rubino di uno scappamento tradizionale; il rubino sintetico, ben più economico del naturale, sarà introdotto solo alla fine dell’Ottocento. Anche i denti della ruota di scappamento erano diversi, quanto a numero e forma, rispetto a quelli dello scappamento ad ancora tradizionale. Quella di Roskopf portava 18 denti, era di più facile realizzazione conseguentemente di costo inferiore. In un primo momento Roskopf aveva intenzione di realizzare una cassa in ottone, ma alla fine optò per una lega di rame, zinco e nichel denominata argentan, più facilmente stampabile con la pressa.
Un Rosskopf (con due 's') è una delle innumerevoli imitazioni dell'originale. Il trucco della doppia 's' serviva per aggirare il marchio registrato.

Barbara Barbera



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