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AMARCORD GRANATA: PELLISSIER E CORINI



È un Toro che ci sta dando soddisfazioni. Gran belle soddisfazioni. Certo è prematuro cantar vittoria a dicembre ma è indubbio che la squadra sta vivendo un buon momento di forma. La vittoria in trasferta ad Udine conferma quanto sopra e se volessimo certificare questo stato di grazia, 'basterebbe' uscire vincitori nella gara casalinga di domenica prossima con il Chievo.

Si giocherà, quindi, allo Stadio Olimpico di Torino domenica 22 dicembre alle ore 15,00 con la Societá che chiama a raccolta i tifosi offrendo biglietti a prezzi scontati, dieci euro le curve, venti la tribuna granata ed i distinti. Un bel clima natalizio e di festa, sarebbe fantastico vincere ancora!

I giocatori di cui parleremo quest'oggi hanno vestito entrambe le casacche e militano attualmente nel Chievo; uno è giocatore e uomo spogliatoio, l'altro è... beh, lo scoprirete.

Sergio Pellissier nasce ad Aosta il 12 aprile 1979 e approda al grande calcio grazie al Toro. Gioca nel settore giovanile granata ed esordisce in Serie B il 9 marzo 1997, in una sconfitta esterna a Salerno. Nel 1998 vince il Torneo di Viareggio con la Primavera granata, la sesta e ultima (sinora), affermazione dei nostri colori al torneo giovanile più prestigioso in Italia.

Come da prassi, viene mandato in prestito 'a farsi le ossa' e gioca due anni a Varese, che disputava la precedentemente nota Serie C1. Sotto la guida di Mario Beretta, ex tecnico 'mensile' del Toro nell'inverno del 2009, la punta centra i playoff nel 1999-2000 ma perde nel doppio confronto con il Cittadella. Per l'appena ventenne Pellissier nei due anni in Lombardia 53 presenze e 9 reti in campionato.

Nel 2000-01 il passaggio al ChievoVerona ma senza presenze. La dirigenza gialloblù vanta già 5 attaccanti di livello per la serie B: Bernardo Corradi, Ciro De Cesare, Federico Cossato, Enrico Fantini e Raffaele Cerbone. Era già in rosa Eugenio Corini, allora centrocampista di qualità con il pallino del gol su calcio piazzato, un po' compassato ma vero allenatore in campo. Quello fu il Chievo della prima storica promozione in serie A.

Pellissier quell'anno, ed il successivo, lo giocò  a Ferrara, nella gloriosa Spal, maturando definitivamente (14 gol in 30 presenze di campionato in C1 nel 2001-02) ed andandosi a prendere la massima categoria italiana nella stagione sportiva 2002-03, da titolare, con il suo ChievoVerona. Suo, perchè da allora, Sergio, non cambierà mai squadra sebbene nel 2009 sembrava fosse in predicato di passare alla prestigiosa squadra del Principato, il Monaco. Lo scorso calciomercato estivo, quello conclusosi solo pochi mesi fa, si accostò il suo nome al Toro ma come ben sappiamo l'affare non si è concretizzato.

Da allora oltre 300 presenze in campionato (avvenimento celebrato con un gol il 26 agosto 2012,  vittoria per 1-0 contro il Bologna) e oltre 100 gol con la maglia del Chievo, anche se non tutti in serie A perchè i gialloblù nel 2007-08 militarono nella cadetteria e Pellissier fece la bellezza di 22 gol. Sergio è molto amico dell'altro ex Tiribocchi, con cui giocò insieme sia nel settore giovanile del Toro che, a carriera avviata, nel Chievo dei miracoli che eccellentemente si disimpegnò nei primi anni in serie A. Apogeo dell'impresa clivense, il quarto posto in serie A ottenuto grazie (o forse sarebbe opportuno “a causa di”) Calciopoli, con tanto di prelimari prima di Champions e poi di Europa League. Persi.

Il culmine della carriera del giocatore di Aosta è la convocazione con presenza e gol in Nazionale. Esordio, gol e ultima presenza in una sola occasione. Chapeau. Era una partita amichevole, una nazionale decisamente sperimentale affrontava l'Irlanda del Nord, a Pisa. Risultato finale 3-0 per gli azzurri, sigillo finale di Pellissier al 28° della ripresa, dopo pochi minuti dall'ingresso in campo.

Dopo la presenza in nazionale rimasta, come detto, isolata, ancora 3 stagioni di livello in serie A, giocate quasi per intero (35 presenze in campionato, tutte e tre le volte) con 30 gol in totale, praticamente un'attaccante da “doppia cifra” ogni anno.

Dal 2012-13 le presenze e di conseguenza i gol, cominciano a calare ma Sergio resta ed è l'uomo simbolo di questa squadra che vanta un altro personaggio assolutamente importante nella propria storia, in panchina. Mister Eugenio Corini.

Nasce a Bagnolo Mella, nella provincia bresciana, il 30 luglio 1970, e cresce calcisticamente nelle giovanili del Brescia, sino all'esordio in prima squadra, in serie B, nel 1987-88. Totale sino al 1989-90, 77 partite e 9 reti, marcature realizzate per intero nell'ultima stagione in maglia bresciana. Nel 1988 viene convocato in under 18 ma non esordisce; nell'under 21 conta 29 presenze sino al 1992.

Nell'estate del 1990 viene acquistato dalla Juventus per cinque miliardi di lire, un investimento non troppo oneroso ma nemmeno da poco per l'epoca. I bianconeri hanno creduto nel “Genio”. Il campo però non deve aver soddisfatto i palati bianconeri. 25 partite ed un gol il primo anno, 22 partite ed un gol il secondo. Troppo poco per la Giuve. Si va alla Samp, anno 1992-93. Sono trascorsi solo due anni dal primo e ultimo scudetto doriano. Corini colleziona 24 partite e segna 4 reti. Nel corso della stagione arrivano tre convocazioni della Nazionale, senza però mai esordire. Si pensa sia meglio farlo giocare con più continuità e viene prestato al Napoli.

I buoni presupposti vengono disattesi. 14 presenze il primo anno e solo 3 nel 1994-95, prima di finire fuori rosa per avere abbandonato la panchina nel corso della partita. Mister Guerini avrebbe voluto mandarlo in campo ma... il Genio era tornato nella lampada!

Nel mercato autunnale la Samp lo spedisce nuovamente in prestito, al Brescia, in serie A. L'aria di casa fa bene a Corini che segna 2 gol in 24 presenze, senza però impedire l'ultimo posto della squadra con solo 12 punti (se ne davano già tre a vittoria).

1995-96, altro prestito, stavolta Piacenza. La societá era alla sua seconda partecipazione nella massima serie e per la prima volta centrò la salvezza. Finalmente una stagione di nuovo positiva per Corini, certo, in squadre con minore ambizione ma dove poter giocare con continuità e senza troppe pressioni ambientali. 32 partite e una rete.

E' finito il girovagare “doriano” si prende casa a Verona. Gioca 9 partite, siglando una rete, prima di rompersi il crociato anteriore del ginocchio destro e rimanere fermo per cinque mesi. Il Verona retrocede in serie B e nel 1997-98 gioca 35 volte, segnando 3 reti.

Nel 1998-99 gioca due volte con la maglia dell'Hellas prima di trasferirsi all'altra squadra di Verona,  7 volte presente in campionato e poi nuova rottura del legamento del ginocchio destro. Comincia qui la seconda carriera di Corini che a Verona, sponda Chievo, ha dato moltissimo.

Nel 1999-2000 gioca 31 partite segnando 6 volte e la stagione successiva prende per mano la squadra e la porta in serie A, per la prima volta nella storia della Società.

Nei 2 anni in serie A con il ChievoVerona, Corini segna 14 volte in 60 partite di campionato, non poco per un regista di centrocampo che a 34 anni ha mercato e viene anche convocato in Nazionale nel 2002, senza esordire (ancora). Si lancia verso una nuova sfida, portare il Palermo in serie A. Viene acquistato in cambio dei prestiti di Santana e Morrone ai clivensi, più un conguaglio economico. 2003-04, 12 reti in 40 partite, capitano e promozione. Il Palermo mancava dalla massima divisione da trentuno anni. Nel 2004-05 ottiene persino la prima qualificazione in Coppa Uefa della storia della Società rosanero dal quale si allontana nel 2007 per divergenze.

Con il Torino, Corini ha quindi sparato le sue ultime cartucce, una stagione, la prima, da titolare, con una rete, la seconda da dimenticare, tra tendinite e retrocessione. Una carriera onesta, partita bene, rischiata e poi ripresa. Per finire male. Ma forse lì è colpa nostra, o meglio, della retrocessione in sé. La sua ultima partita è proprio contro il Palermo, il 5 aprile 2009.

il 5 luglio 2010 comincia la sua carriera da allenatore con il Portogruaro ma l'incarico dura pochi giorni. A novembre dello stesso anno lo chiama il Crotone ma in undici partite ottiene otto punti e viene allontanato il 20 febbraio 2011.

A novembre 2011 esperienza in Lega Pro a Frosinone, termina ottavo in campionato e se ne va a fine stagione.

Ad ottobre 2012 subentra a Di Carlo sulla panchina del ChievoVerona, tornando al suo primo vero amore. Da vero Romeo, salva la sua Giulietta e a fine anno...la lascia. Si dice per contrasti, non avrebbe senso diversamente non sfruttare l'opzione sul rinnovo che c'era in caso di salvezza clivense. La stagione in corso il Chievo la comincia con Sannino ma Corini gli è subentrato il 12 novembre. Al cuor non si comanda. Ma stavolta con un biennale fino al 2015. Così si fa!



Simone Laurelli







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