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AMARCORD GRANATA: ROBERTO MUSSI E MARCO OSIO

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Un Natale così sereno non capitava da molto sotto la Mole, sponda Toro. Tre articoli, tre vittorie di fila e mi accingo a scrivere il quarto sperando sia di buon auspicio come i precedenti. La famosa “soglia dei 40 punti” che dovrebbe garantire la salvezza, mai come quest'anno è assai vicina e il Toro può facilmente centrare l'obiettivo e augurarsi traguardi anche più lusinghieri di una salvezza.La prossima partita della compagine granata si giocherà lunedì 6 gennaio alle ore 15,00 al Tardini e vedrà come avversario il Parma che ci segue in classifica a distanza di cinque punti. Per presentare la sfida di lunedì prossimo, abbiamo scelto due giocatori dal grande passato e con una carriera di tutto rispetto: Roberto Mussi e Marco Osio.

Marco Osio nasce il 13 gennaio del 1966 ad Ancona ed è un prodotto delle giovanili granata. Esordisce in serie A con la maglia del Torino il 19 gennaio 1984, in un match interno contro l'Avellino vinto 4-2. Osio colleziona sei presenze in maglia granata sino al 1986  e per la stagione 1986-87 viene girato in prestito all'Empoli, che disputa per la prima volta nella sua storia il campionato di massima divisione. Nella gara di debutto in serie A, la compagine empolese sconfigge per 1-0 l'Inter proprio con un gol di testa di Osio che al termine dell'annata avrà collezionato 17 presenze e 2 reti.

Torna al Toro che lo gira ancora in prestito, stavolta al Parma che milita in serie B. L'ambiente ducale conquisterà Osio e viceversa, tanto che il giocatore verrà soprannominato “il sindaco di Parma”. Sei le stagioni che Osio giocherà in Emilia Romagna, tre nella cadetteria e tre nella massima serie. L'esperienza comincia nel 1987-88 con Zeman in panchina; Osio è parte integrante della squadra e a fine anno saranno 33 le partite disputate e 7 le reti messe a segno. A Parma, incrocerà il percorso del mister boemo (poi esonerato e sostituito da Giampiero Vitali) e di Nevio Scala. Con quest'ultimo in panchina, nel 1989-90 conquisterà la sua prima storica promozione in serie A; totale 99 presenze e 14 reti nelle tre stagioni in serie B con il Parma.

Nel 1990-91 i ducali disputano quindi il loro primo campionato di serie A che viene concluso con un altrettanto storico sesto posto che vale l'accesso alla vecchia e gloriosa Coppa Uefa. Osio non è un comprimario, anzi è uno dei giocatori più rappresentativi della squadra, vuoi per la folta chioma che lo rende riconoscibilissimo, vuoi per la qualità del gioco. L'anno seguente, il Parma vincerà la Coppa Italia nel doppio confronto contro la Juventus di Roberto Baggio; la vittoria della Coppa Italia garantiva allora l'accesso alla Coppa delle Coppe che il Parma vincerà nel 1992-93 a Wembley contro l'Anversa, risultato 3-1. 79 partite e 15 reti nella massima serie per il giocatore.Sebbene nell'ultima stagione parmense abbia una media di quasi un gol ogni tre partite (non male per un centrocampista esterno con il vizietto del gol), viene ceduto al Torino, nel quale giocherà due stagioni senza mai ripetere i fasti del passato, complici gli infortuni. Tra il 1993 ed il 1995 solo 27 partite ed una rete.

Osio detiene un singolare quanto invidiabile primato: è stato il primo giocatore italiano a miliatare nel campionato paulista. Nel 1995-96, il Sindaco viene acquistato dal Palmeiras che allora condivideva con il Parma lo sponsor, ovverosia, la Parmalat. Fu proprio l'azienda a promuovere il passaggio del giocatore alla formazione brasiliana ed Osio non si limitò ad una semplice comparsata ma aiutò la squadra a vincere il titolo con 20 presenze ed una rete.

Ciononostante questo fu l'ultimo battito d'ali della carriera dell'esterno alto nato ad Ancona; tornato in Italia, giocò ancora quattro anni nei professionisti ma in serie C1 e C2: Saronno, Pistoiese, Faenza e Crociati Parma. Cominciò quindi la carriera da dirigente prima, poi vice allenatore e allenatore, incarico che attualmente ricopre a Rimini, che milita nel girone A dell'attuale Lega Pro Seconda Divisione.

La sua esperienza fuori dal campo di gioco comincia nel 2001-02 nel Brescello, prima come Team Manager e poi come vice ed infine come allenatore, incarico da cui verrà esonerato nel 2002. a seguire numerose esperienze da mister, sulla panchina di squadre minori: dopo il Brescello, Valle d'Aosta, Pergolese, Crociati Noceto, Nuorese, Fortis Juventus, Ancona, Bellaria e in ultimo, come detto, Rimini sulla cui panchina siede da luglio 2013. Il sindaco ora è un po' più paffutello, ma chioma e barba sono rimaste immutate, o meglio, più canute.

Roberto Mussi nasce a Massa il 25 agosto 1963 e crebbe calcisticamente nella squadra della sua città di cui divenne titolare in Interregionale già a diciotto anni. Con la Massese arrivò sino alla C2 e si fece notare dal Parma che lo acquistò nell'ottobre del 1984 a campionato in corso. Non fu una stagione dal fausto epilogo con il Parma che retrocederà in C1 ma come spesso accade da una situazione in partenza spiacevole ne nasce qualcosa di buono in seguito.
Stagione 1985-86, Parma in serie C1 con Sacchi in panchina e Mussi stabilmente sulla fascia destra, promozione in serie B.

Gratificazioni anche in cadetteria, con un settimo posto finale ed il posto da titolare mai lasciato. Il ragazzo di Massa conquista il cuore di Arrigo che lo porta al Milan ma il salto è tosto. Colleziona 30 presenze in serie A in due anni ma vince un campionato, una Supercoppa Italiana, una Coppa dei Campioni. Davanti a lui nella lista delle preferenze c'è Tassotti, Mussi emigra ma non si sposta di molto.

Comincia la stagione 1989-90 in serie B con il Torino con cui otterrà la promozione finale e metterà a segno i suoi primi gol da professionista. Non sono le uniche gioie raccolte a Torino: in maglia granata vinse la Mitropa Cup nel 1991, la Coppa Italia nel 1993 e fu chiamato per la prima volta in Nazionale (dal buon Arrigo Sacchi, esordio il 13 ottobre 1993 contro la Scozia, 3-1 per gli Azzurri).

Il biondo di Massa, passò al Parma dopo i celeberrimi mondiali di USA94 e vi rimase fino al 1999, anno in cui concluse la carriera, vincendo due Coppa Uefa ed una Coppa Italia.Mussi e Osio hanno un percorso simile, parallelo. Si sono mancati di un anno a Parma, alla fine degli anni 80. Mussi va via l'estate in cui arriva Osio, quella del 1987 ma si trovano a Torino nel 1993-94.

L'anno seguente, Osio resta in granata e Mussi torna a Parma, squadra che non l'ha cresciuto calcisticamente ma che tanto ha dato alla carriera del biondo cursore esterno.Undici partite in nazionale, un argento mondiale ed un pessimo Europeo, quello del 1996.Mussi è rimasto nel calcio dopo il ritiro ma non ha dato seguito alla carriera da allenatore dopo l'esperienza con gli Allievi del Parma. Ora è vicepresidente della sua Massese.



Simone Laurelli


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