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PUNTIAMO SU BELOTTI PER IL FUTURO PROSSIMO?



Come già ebbi occasione di dire questo campionato rappresenta la linea spartiacque fra il passato recente, fatto di alti (pochi) e bassi (molti di più) e un futuro esclusivamente dipendente dalle scelte che si faranno in campagna acquisti e vendite.

Un futuro sulla falsariga del conservatorismo, nel senso del mantenimento di un trand basato sulla capacità di valorizzare promesse per ricavarci plusvalori notevoli, comprese operazioni di rivalorizzazioni di giocatori dall’altalenante rendimento come erano Cerci o Immobile  ad esempio, è quello che prevede la vendita degli ultimi gioielli prodotti (Belotti, Barreca, Benassi, Zappacosta e Baselli) con la conseguente rottura con il tecnico Mihajlovic, per qualche verso scomodo per la sua ambizione. 

Un futuro illuminato da progetti importanti, invece, è quello che una società intraprendente e lungimirante, in grado di capire che le premesse per puntare a qualcosa di più che vivacchiare in fondo al centroclassifica ci sono e quindi è giunto il momento di investire per poi raccogliere.

Certo è molto più redditizio il modo di agire fin qui adottato o meglio è più semplice e pochissimo rischioso. Non sono fra quelli che  pretenderebbero sacrifici per trattenere Joe Hart per il semplice motivo che preferirei si offrisse un ingaggio sostanzioso a Belotti per convincere il suo procuratore più che lui.

Hart è un grande e lo dimostra il fatto che i giornalisti di casa nostra (dei quotidiani torinesi per intenderci) siano sempre pronti a ricordare le poche cose discutibilmente negative come il gol incassato a Bergamo imputandogli di aver malamente respinto il pallone finito sui piedi di un nerazzurro senza considerare che nonostante il colpo di reni, come sempre notevole, in area c’erano molti difensori granata ma la palla sfortunatamente è finita all’unico giocatore avversario in quella zona.

Certo i cronisti sportivi di fede Juventina già mal sopportano il fatto che un granata stia davanti ad Higuain come mal digerirono che un altro granata, solo tre anni fa, avesse vinto la classifica dei marcatori battendo un altro bianconero (l’idolatrato Tevez) e quindi bisogna fare le pulci a chi difende la porta del Toro.

Dobbiamo considerare però quanto sia importante, nell’economia del gioco, avere un giocatore di movimento di livello superiore piuttosto che un portiere  che per quanto forte sia ha bisogno comunque della protezione di dieci compagni e comunque costa tantissimo.

Se i nostri uomini di mercato, Petrachi e quella autentica volpe di Presidente, riuscissero a tenere il simpatico inglese almeno per un anno ancora, ma sarebbe stato assai più facile con il Toro in Europa,  evviva evviva evviva, ma le pazzie le vorrei veder fare per il Gallo e per portare a Torino un centrale mancino fortissimo oltre ad un centrocampista con piedi, cervello e fisico da leader. Via, in prestito o definitivamente, i vari Iturbe, Boye’, Obi, bravo ma inaffidabile fisicamente, Castan, Carlao, Ajeti, Padelli, Avelar.


Fulvio Moneta



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