Oggi è il 19/08/2017 | 25622 articoli online
 


IN COMPAGNIA DI... SIMO & ROBY

Aspettando la ripresa del campionato, conosciamo meglio il duo comico protagonista di Eccezionale Veramente



Dèsirèe Fadda | Comicità sport e divertimento. Significati diversi con un unico fine. Questa settimana (in attesa che il campionato riparta dopo la sosta per la Nazionale) a tener compagnia ai lettori di TuttoToro.com, tra una risata e l'altra, vi vogliamo presentare il duo comico Simo&Roby.

Saliti alla ribalta grazie a Eccezionle Veramente, il programma trasmesso dall'emittente La7, hanno alle spalle una collaudata carriera nei locali di cabaret, primo fra tutti il Cab41, da un decennio trampolino di lancio per artisti provenienti da tutta Italia.

Per quale motivo scegli di far ridere per mestiere? Cosa ti piace del tuo lavoro?

Simone: Credo che ognuno sia nato per un motivo. E quindi anche il proprio lavoro in qualche modo segue la propria aspirazione. A volte non si sceglie di fare un mestiere ma, come si dice, se Maometto non va alla montagna... È sempre stata in me questa vocina che mi spingeva a salire su un palco, a cercare l'attenzione, a provare a coinvolgere un pubblico. Vedere ridere un intero teatro è un'emozione insuperabile, non potrei fare altro.

Roberto: Ho sempre desiderato farlo, non so il motivo. So solo che ho sempre pensato che prima o poi ci avrei provato. Credo che le persone si dividano in due categorie, in spettatori ed attori. Chi fa parte della seconda categoria lo riconosci subito anche se non sarà mai famoso. Penso che sia semplicemente nella nostra natura. In questo mestiere le risate del pubblico, i sorrisi e le strette di mano dopo lo spettacolo sono sicuramente la gratificazione più grande, è come la pacca sulla spalla del capo ufficio se hai lavorato bene. Solo che in questo caso ce ne sono centinaia e questo ti fa stare decisamente bene.

Dalle piazze di paese ai teatri e ai palinsesti nazionali,come è avvenuto il grande salto?

Simone: Ho sempre creduto tanto nel lavoro, nelle prove e soprattutto nella crescita personale. Ripetere le stesse cose a lungo non mi ha mai soddisfatto e ritengo che la gavetta sia un percorso fondamentale per ogni artista. Quando sento i ragazzi che storcono il naso durante questa fase penso che non capiscano a pieno cosa vuol dire crescere artisticamente, gradualmente e con fatica. Certe serate sono sicuro che non me le dimenticherò mai, proprio mai! Ora poter entrare in scena in uno studio televisivo è un'emozione indescrivibile.

Roberto: La comicità è forse il modo più efficace per fare questo percorso. Non ho usato il termine facile perché non lo è, ma se ti impegni e hai qualcosa da dire e cogli ogni occasione, puoi arrivarci in breve tempo. In realtà una cosa non esclude l'altra. Un comico può considerarsi un professionista quando riesce a fare tutte queste cose in modo continuativo e con successo e magari ogni tanto riesce anche a fare un'apparizione in qualche film. Io sinceramente per tutto questo ci sto ancora lavorando.

L'essere spensierato per un attore, può essere una chiave anche per temi pesanti?


Simone: Sì, assolutamente. Ritengo che l'attore, sopratutto comico, abbia il compito preciso di alleggerire la vita di tutti gli altri, di far dimenticare certe brutte giornate e allontanare per un attimo i cattivi pensieri. Non sempre, però, noi si vive spensierati questo ruolo. Per esempio, dopo una serata molto divertente con il pubblico, quando so che il mio lavoro è stato utile e apprezzato, sento come un po' di malinconia per l'attimo appena passato e cerco già di concentrarmi sul prossimo.


Roberto: I temi pesanti devono essere affrontati con la giusta serietà e essere comici non esclude questo impegno ovviamente. Il comico però è anche qualcuno che ama dissacrare. La comicità nasce proprio dal bisogno umano di esorcizzare la tragedia, le difficoltà e il fallimento. C'è chi riesce a farlo in modo leggero e spensierato come il clown, chi con veri pugni in pancia come lo stand up. Sono varie facce della stessa medaglia che ci danno una visione diversa della vita.

Se ti dovessi paragonare a un giocatore di serie A chi sceglieresti del Torino?


Roberto: Sono negato per il calcio e per questo non lo seguo. Sarà questo il motivo per cui mi sono dato al teatro. Pensando ai ruoli del calcio però credo che il comico sia un attaccante che in ogni spettacolo è obbligato a portare la palla in rete, non può stare in difesa. Ma è anche l'allenatore che cambia la tattica in base al pubblico che ha di fronte. Forse il paragone non è azzeccatissimo ma le regole sono queste.


Simone: no comment! (risata)

Quali sono i tuoi passatempi al di fuori del lavoro?


Simone: Sono una persona semplice e solare, mi piace stare con i miei amici e viaggiare appena si può. In città adoro andare al cinema, sopratutto di pomeriggio quando la sala è vuota, come se il film fosse tutto per me.


Roberto: La comicità e la scrittura assorbono veramente molto tempo. Nel tempo che mi rimane leggo, vado al cinema, e anche se non più come una volta, compongo musica e canto le mie canzoni.




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