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MAGGIO MESE DI FUOCO PER LA LEGGENDA ED IL FUTURO GRANATA



Cercare le cause di questo ennesimo pareggio casalingo non è poi così complicato se le andiamo a ricercare in un eccessivo carico psicologico sui singoli e sulla squadra.

Cominciamo dal Gallo-Belotti che da quando tutti si sono sperticati in lodi smisurate nei suoi confronti spingendolo a vincere la classifica cannonieri per tenere alta la bandiera del calcio italiano in un campionato dove di italiani ce ne sono pochini, ha cominciato a dannarsi per segnare a tutti i costi perdendo lucidità e concentrazione.

Troppa frenesia e testa non libera come lo era fino a qualche settimana fa e se viene a mancare la sua zampata vincente o la sua abilità aerea resta difficile vincere.

Ma questa frenesia nel ricercare il successo personale ha contagiato anche i suoi compagni di reparto come Iago Falque che in tutto il match ha cercato il numero 9 granata in una sola occasione e per poco non ci scappava il gol o come Ljajic che invece ha provato il destro ogni qualvolta intravvedeva  la possibilità di calciare con pessimi risultati.

Il solo Baselli ha avuto la capacità di rimanere lucido in ogni situazione rilanciando l'azione con ottime giocate e sostenendo il centrocampo come mai gli avevamo visto fare. c'è però da considerare che questo modulo sfavorisce il Gallo in quanto mette i tre che giostrano dietro di lui in condizioni favorevoli per le conclusioni e quindi tentatissimi di  cercare la porta con maggior frequenza limitando di molto il loro supporto alla punta. In questo modo spesso invadono il campo d'azione della punta mettendola in difficoltà.

Ieri  altresì il sistema difensivo intorno a Belotti era formato da una vera e propria cooperativa così come era stata annunciata e lo si è visto quando ogni volta che la palla si avvicinava al bomber questi veniva circondato da tre, sottolineo tre, blucerchiati i quali formavano una gabbia impenetrabile.

Mi arrovello sempre nel cercare soluzioni vantaggiose per il gioco dei granata e in questo momento in cui la forma atletico-fisica comincia a risentire delle fatiche della stagione lunga sarebbe meglio tornare ad un centrocampo a tre con Ljajic dietro alle due punte che potrebbero essere anche Iago  o Boyè a fianco del gallo.

Tornare cioè a sfruttare gli inserimenti di Benassi e Baselli  e lasciando più spazio all'amatissimo Gallo. La prossima sarà Derby e per il popolo granata la febbre sale vertiginosamente. Sarebbe fantastico sentire allo Juventus Stadium riecheggiare il suono della tromba di Oreste Bolmida, il leggendario trombettiere del Fila, a testimonianza che sta rinascendo il tempio granata e si rinnova la sua leggenda.


Fulvio Moneta


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