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OGNI TANTO ESSERE UMILI PUO' SERVIRE



Il Napoli ha liquidato il Torino in questo campionato con dieci gol di cui cinque di Mertens e adesso bisogna chiedersi come mai nessun'altra squadra quest'anno ci ha schiacciati, diciamolo pure calpestati, come gli azzurri partenopei. Alcune riflessioni vanno fatte sulla necessità di dotare la difesa granata di almeno un paio di elementi rapidissimi nel fare le diagonali e veloci nella corsa a chiudere le ripartenze avversarie.

La squadra di Sarri ha due caratteristiche fondamentali che  il Toro patisce incredibilmente e ieri sono state devastanti come già nell'andata quando un calo di tensione finale ha permesso ai granata di salvare la faccia con tre gol chiudendo così con un cinque a tre che forse ha attenuato e mascherato un po' la disfatta. Una di queste è l'abilità nel palleggio e  un continuo fraseggio eseguito con uno o al massimo due tocchi che disorienta e spiazza gli avversari anche perchè eseguito in superiorità numerica e con una velocità di esecuzione entusiasmante.

Certo per poter svolgere queste giocate devi avere atleti dotati sotto il punto di vista tecnico  e i componenti la rosa napoletana lo sono, inoltre il vantaggio di avere tre brevilinei in avanti con baricentro basso e leve corte in grado di mantenere quindi sempre un possesso di palla elevato favorisce non poco l'evoluzione del gioco azzurro. Contrastare siffatta macchina da gol diventa impresa ardua per tutti ma lo è ancor di più se l'affronti con un centrocampo a due e con i tre dietro la punta con l'attitudine a portare troppo la palla, soprattutto Iago Falque e Boyè, e a dare man forte alla retroguardia solo episodicamente. Due gol sono scaturiti da palle perse in fase di ripartenza con difesa quindi sguarnita.

Baselli è sicuramente stato l'unico a giocare su standard alti confermando di essere diventato centrocampista imprescindibile per le ambizioni toriniste ma metterlo da solo a lottare in mezzo al campo è un azzardo che non è consentito a nessuno, soprattutto in assenza dell'attuale Acquah e con un Benassi forse in calo di rendimento anche se con l'alibi della lunga assenza dal terreno di gioco. Gustafson non è pronto per entrare in un match così delicato e Iturbe è una punta da lanciare negli ultimi quaranta metri e nulla più.

Se poi a tutto questo aggiungi che Rossettini e Carlao hanno caratteristiche non adatte ad affrontare un attacco così rapido,veloce ed agile come quello del Napoli ecco perchè il Toro è stato brutalmente strapazzato al “ Grande Torino”. Un Toro che scende in campo per vincere ogni partita secondo i dettami del suo allenatore è fantastico dal punto di vista sportivo ma pensare di poter avere lo stesso atteggiamento contro ogni avversario senza considerare le situazioni tecnico-tattiche che si presentano ad ogni turno di campionato può essere considerato leggermente inopportuno. Spesso l'umiltà dei più deboli ha dato risultati inaspettati e su questo si deve riflettere laddove si preparano le partite dei granata.


Fulvio Moneta




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